Twenty years ago recita un vecchio pezzo dei Placebo. 20 anni è una cifra che non ho mai riferito ad eventi accaduti nella mia vita. Eccezion fatta quando li ho compiuti non ho mai potuto dire "faccio questa cosa da vent'anni..", oppure "conosce questo tizio da vent'anni..". Signori miei benvenuti nel mondo di quelli che hanno gli stessi amici da vent'anni. Può passare un mese senza che ci si veda per un motivo o per un altro. Ma dopotutto cos'è un mese su.. 20 anni.
Cedo la parola ad un emerito membro del meeting five: Jove-NICH.
Quando ci si preoccupa della propria età, è segno che non si hanno vere preoccupazioni. (Giacomo Leopardi)
A che serve passare dei giorni se poi non si ricordano? (Cesare Pavese)
E’ giusto cominciare dall’inizio una storia lunga vent’anni?
No, è meglio partire dalla fine.
Circa 2 anni fa, un gruppo di amici di lunga data decidono di prendersi ufficialmente l’impegno (ma anche il piacere) di riallacciare i rapporti che sembravano ormai irrimediabilmente persi a causa del passare del tempo, delle divergenze d’interessi, delle scelte professionali e di vita. Una decisione che vista dal di fuori, magari da un gruppo di persone totalmente estranee ai comportamenti e al tipo di relazione che un tempo intercorrevano tra gli interessati, avrebbe potuto suscitare storpiature di naso, bocche storte e occhi sbarrati alla ricerca del senso di tutta questa operazione pseudo-revivalistica. Eppure l’esperimento è riuscito perfettamente. Non solo. Sembrava davvero che tutti i componenti del gruppo stessero aspettando che uno di loro, uno a caso, si protendesse verso l’esterno ed uscisse allo scoperto proponendo agli altri di riformare la “vecchia guardia” compagna d’avventure infantili. Come se tutti si trovassero di fronte ad una porta e che aspettassero che qualcuno facesse il passo decisivo per tirare la maniglia ed entrare in un nuovo, ma al tempo stesso familiare, spazio comune. Uno spazio dove niente è cambiato, dove sedersi a tavola per una cena tutti assieme dopo tempo immemore ha prodotto un effetto cascata come se l’ultima volta fosse stata una settimana prima. Nulla è perso davvero se si riesce a riscoprirne il valore.
A che serve passare dei giorni se poi non si ricordano? (Cesare Pavese)
E’ giusto cominciare dall’inizio una storia lunga vent’anni?
No, è meglio partire dalla fine.
Circa 2 anni fa, un gruppo di amici di lunga data decidono di prendersi ufficialmente l’impegno (ma anche il piacere) di riallacciare i rapporti che sembravano ormai irrimediabilmente persi a causa del passare del tempo, delle divergenze d’interessi, delle scelte professionali e di vita. Una decisione che vista dal di fuori, magari da un gruppo di persone totalmente estranee ai comportamenti e al tipo di relazione che un tempo intercorrevano tra gli interessati, avrebbe potuto suscitare storpiature di naso, bocche storte e occhi sbarrati alla ricerca del senso di tutta questa operazione pseudo-revivalistica. Eppure l’esperimento è riuscito perfettamente. Non solo. Sembrava davvero che tutti i componenti del gruppo stessero aspettando che uno di loro, uno a caso, si protendesse verso l’esterno ed uscisse allo scoperto proponendo agli altri di riformare la “vecchia guardia” compagna d’avventure infantili. Come se tutti si trovassero di fronte ad una porta e che aspettassero che qualcuno facesse il passo decisivo per tirare la maniglia ed entrare in un nuovo, ma al tempo stesso familiare, spazio comune. Uno spazio dove niente è cambiato, dove sedersi a tavola per una cena tutti assieme dopo tempo immemore ha prodotto un effetto cascata come se l’ultima volta fosse stata una settimana prima. Nulla è perso davvero se si riesce a riscoprirne il valore.
Il Ritrovo 5 è nato così, ufficialmente durante una cena al “Beccaceci” di Oste nel gennaio del 2006, con tanto di costituzione firmata dagli 8 membri, che hanno deciso di riscoprirsi e di essere nuovamente parte attiva della vita degli altri, e di bandiera ufficiale, che ricorda con i suoi colori la fanciullezza trascorsa insieme: il rosso ed il bianco come colori cittadini, il viola come terreno comune (vuoi per la squadra di calcio, vuoi per le tende del sipario del palco nella sala, vuoi per i tendaggi ecclesiastici) e l’azzurro come il colore sociale scolastico (eh, si una chicca. Non tutti lo sapevano). Si è attivato per caso. Ma è stata la conseguente fioritura di una radice piantata venti anni prima. E se vogliamo dirla proprio tutta, anche venti anni prima l’incontro fu un bellissimo caso: nati tutti lo stesso anno, finiti tutti nella stessa classe, tutti più o meno vicini di casa.
Era il Settembre 1988 e si schiudevano le porte delle Ancelle Sacro Cuore del primo anno d’asilo per la classe 1985. Le classi erano (e sono tutt’ora) al pianterreno, in un lunghissimo corridoio che portava dalla sala/palestra alla zona riservata alle suore (addentrarsi troppo in là spesso significava imboccare la via del non ritorno). Tre aule in tutto riservate ai piccirulli. La prima in ordine di apparizione era quella di Suor Gina, terribile e temuta da tutti coloro che non erano sotto le sue grinfie (per testimonianza diretta so che volavano scapaccioni e nocchini come se piovesse. Dopo qualche anno, qualcuno se ne lamentò ufficialmente e ci fu un mezzo scandalo cittadino) mentre l’ultima era quella della Beatrice; alta, ricciola e vagamente austera, custodì per tre anni coloro che sarebbero andati a formare lo zoccolo duro della sezione B delle elementari. E l’aula di mezzo? La nostra. Sotto la guida della Sabrina, la migliore di tutte a detta dei nostri genitori (e che dovrebbero dire).
Seduti sulle “seggioline” abbiamo imparato le prime fasi della socializzazione mentre, chiusi lì dentro anche fino alle 4 del pomeriggio osservavamo il passare delle stagioni dalle enormi finestre che davano sul piazza Contardi, teatro di giochi nella ricreazione, ma siccome eravamo troppo bassi per vederla effettivamente ci accontentavamo di osservare il cielo che durante l’inverno si faceva sempre più inespressivo per poi ritornare col suo vigore intorno ad aprile. Il nucleo si compattava sempre di più. Iniziavano i primi giochi, i primi disegni con la famigerata “legge del grigio”: chiunque riusciva a prendere il pastello di colore grigio, il più raro dei colori nella scatola, veniva guardato con rispetto ed ammirazione per il resto della giornata. In quell’aula c’era davvero tutto quello che un bambino potesse desiderare ed era tutto rigorosamente diviso per generi. Per fare un esempio c’era la cucina in plastica con tutti gli utensili e posate della Gran Soleil e il tavolo da lavoro da meccanico comprensivo di sega, martello e chiodi della Smoby; gli armadietti erano rosa e blu; i grembiulini poi aiutavano bene a capire chi era femmina e chi maschio ed era un rapporto amore ed odio con questi: ottimi in inverno quando il freddo era insopportabile, tremendi d’estate quando non potevi levarteli nemmeno a spararti. Se sudavi potevi andare a darti una pulitina in bagno, uno dei posti più tetri di tutto l’edificio scolastico. Non so se ve li ricordate quelli al pian terreno ma era praticamente una stanza cieca (poco spazio per la luce) dove i piccoli water posizionati erano spesso intasati o sporchi di ricordini di qualcuno che non aveva avuto l’accortezza di pulirli. Quando una cosa del genere veniva scoperta partiva la frase delle suore che era il terrore di molti: “Ma te a casa tua fai così? Attento ti mando da Suor Daniela”. Fu la sorte che toccò al povero Alberto Spagnesi, alzato di peso per un orecchio da suor Edgarda e trascinato per diversi metri.
E poi vennero le recite. Un evento per tutta la scuola. La prima memorabile è datata 29 giugno 1989. Forse per la primissima volta nella storia della scuola le suore abbandonarono l’ambito strettamente religioso e si concentrarono sul puro entertaininig. Il tema era lo sviluppo del ballo attraverso i secoli e fu un avvenimento che ancora si ricorda e rieccheggia tra i muri dell’Istituto. Tutte e tre le classi dell’asilo si ritrovarono sullo stesso palco ed ovviamente, tutti i genitori si ritrovarono in platea (presenti anche diversi nonni). Ne uscì fuori uno spettacolo fiume che esaltò i partecipanti e gli spettattori. Federico Perruccio e Camilla Vuolato che in piena età dei lumi si esibiscono in un valzer con tanto di casquet in scioltezza. Lo stesso Perruccio che sulla canzone finale si rifiuta di dare la mano al suo vicino di sedia con tutte le classi schierate tipo coro dell’Antoniano e fa finta di nulla al tentativo del compagno di avvicinarsi (io, per la precisione). Oltre che un Alberto Niccolai versione Jovanotti scanzonato che tra una parola e l’altra tra un po’ si mangia il microfono e che canta anche quando la musica si arresta e che quando ritorna si ritrova perfettamente a tempo con essa. Ma anche le recite natalizie furono notevoli. Un Alessandro Ferretti-bue della capannuccia ed un Massimo Mannocci-asino e compare in pieno fervore autoriale durante la natività. Tempo dopo ho assistito alle recite di mia sorella e mi dispiace dirlo, ma le suore sono diventate estremamente ripetitive e poco coinvolgenti. Come sceneggiatrici mi sembrano abbastanza finite. Abbinate alle recite c’erano i “lavorini”, opere artistico-pratiche da presentare a casa, alcune di buona fantasia (tipo i piatti decorati con paesaggi dai colori più sgargianti. Ho ancora qualche dubbio di essere stato veramente io a farli) altri assolutamente improponibili (tipo l’angelo fatto con la pasta incollata su un cartoncino). Ma alla fine dei tre anni tutti si sono portati a casa un enorme quadernone con i migliori disegni e lavori del triennio. Un quadernone personale, con nome e tutto. Nessuno sospettava che vi fosse una sorta di scheda nominale di ognuno ed i disegni di un ciclo educativo sarebbero tornati a destinazione (per quanto mi riguarda ho il suddetto quadernone pieno di castelli. Lo custodisco ancora gelosamente).
E’ questo l’ambiente che abbiamo incontrato e nel quale siamo cresciuti. Fuori da quelle stanze c’erano le prime merende tutti insieme, il pane alla nutella (con l’olio per gli alternativi); le infinite e clamorose partite di calcio che diventavano veri e propri happening alla Living Theatre dove si univa anche gente sconosciuta che tirava insieme a noi; i Cavalieri dello Zodiaco ed Holly e Benji alla tv (Lady Oscar per le signorine); la paura dei cani; I Duran Duran primi in classifica nel 1988 e l’esplosione della Lambada l’anno seguente, l’Unione Sovietica che si prepara a disgregarsi e il muro di Berlino che crolla; i mondiali del 1990 in Italia dei quali nessuno di noi ricorda essenzialmente nulla e l’inizio del domino del Milan in Italia ed in Europa (anche se il1985 fu l’anno del grande Verona di Bagnoli); i Pog, anche se l’esplosione definitiva si ebbe solo alcuni anni più tardi; i voti scolastici che non erano mai del tutto negativi: il voto più basso era “benino”; Ben Johnson alle Olimpiadi di Seul 1988 che fa il record del mondo sui 100mt e poi viene trovato positivo al doping; 5 presidenti del consiglio tra il 1985 e il 1992: Craxi, Fanfani, Goria, De Mita e Andreotti. Il Festival di una DC al tramonto; i soprannomi a dir poco imbarazzanti: dal dottor Bresci al Pesciolone; il “mangia e pensa a quelli che non hanno nulla” e il “se giochi a pallone, non sudare” e potrei stare qua tutta la giornata.
Era un periodo di grandi cambiamenti in ogni settore della società. Si chiudeva un decennio, se ne apriva un altro. Ed ora di decenni da quel settembre 1988 ne sono passati ben due. A me fa una certa impressione dire “quella persona la conosco da 20 anni” sapendo che è vero e che non è un’esagerazione per dire che la conosco da un sacco. Sono veramente 20 anni. Poche cose al giorno d’oggi durano così tanto, sono cambiate tante abitudini. Ma forse è perché in un certo senso siamo stati educati in un determinato modo che in fondo siamo rimasti sempre gli stessi. Siamo figli di quel periodo. Siamo una delle ultime generazioni nate in un tempo dove non si ci si sognava nemmeno di poter usare un cellulare (molti telefoni di casa avevano ancora la tastiera del telefono di casa con la rotella), di poter usare correttamente un PC. Ci hanno dato qualcosa d’incoscio quegli anni e anche se eravamo troppo piccoli per capire, lo abbiamo assimilato. Abbiamo appreso l’importanza delle persone e il fatto che possiamo sempre contare su di esse ovunque si trovino anche se non parliamo spesso con loro. Perché se uno di noi ha un problema tutti corrono ad aiutarlo, non importa se è passato del tempo dall’ultima volta che lo si è visto? Perché abbiamo ancora nel cuore e nella testa i bei momenti passati insieme e vogliamo che tutto questo duri.
A questo serve il Ritrovo 5. Ed è per questo che è giusto festeggiare questo clamoroso avvenimento: i 20 anni della cellula embrionale del gruppo. Perciò se dopo aver letto questo post vi verrà voglia di andare a riscoprire vecchi album polverosi dimenticati o di buttarvi su foto che vi rimandano direttamente al periodo 1988 – 1995, ricordatevi che è tutto normale. Ricordarsi da dove si proviene per portarselo con sé nel futuro. C’è bisogno di riscoprire come eravamo per essere le persone che vorremmo essere.
Stappiamo lo spumante. Sono cominciati altri 20 anni. ALBERTO NICCOLAI
dire che ha già detto tutto lui è eufemistico.. Io garantisco da oggi di nuovo un post alla settimana (almeno) e alla prima cena vi racconterò la tragice serie di eventi che mi ha portato a non postare per un estate intera! in ogni caso... Si ricomincia.
SOTTO CON LE PROPOSTE PER LA PIZZA DI OTTOBRE!
un saluto e ringraziamento particolare alla nostra inviata Chiara Gelli dal regno unito. La meeting5 girl in terra straniera. un messaggio per la padrona di casa: TELL HER TO BRING YOUR BUTTS HERE RIGHT NOW for a fuc***g dinner!!
un saluto e ringraziamento particolare alla nostra inviata Chiara Gelli dal regno unito. La meeting5 girl in terra straniera. un messaggio per la padrona di casa: TELL HER TO BRING YOUR BUTTS HERE RIGHT NOW for a fuc***g dinner!!
cheers
14 commenti:
Sto piangendo ragazzi, sto piangendo di commozione e di gioia (strano direte voi ;P)
Vi amo, vi amo, non c'è niente altro che possa aggiungere ora a caldo.
Tutto, tutto quello che abbiamo vissuto insieme è qui nella mia anima, e dovunque andrò nessuno lo porterà via.
Ho fatto una tesi sui sogni ma il tema principale alla fine era il "ritorno all'origine, alle radici"... quindi sapete quanto per me siano importanti cose come il Ritrovo 5.
Sono fiera, fiera di voi, e di me perchè faccio parte del nostro gruppo.
A presto con gli aggiornamenti dalla terra inglese.
All my love, all my love, all my love to you now..
(rubata ai Led ;P)
io ce l'ho messa tutta...
quando ci sono avvenimenti di un certo livello non mi tiro certo indietro nel scrivere...
un tributo grande grande a questo grande grande gruppo
cavolo che esplosione d'amore! ti avevo mandato una mail k.rose... non ti è arrivata? o non mi è arrivata la risp a me... tutto può essere
manno milla puccio allora^???? non vi fate mai vedere da queste parti???? :-D
che dire ragazzi...
ho sempre creduto su di Voi
ho sempre creduto sul Ritrovo 5!!!
mai smetterò
daltronde siamo troppo i MEGLIO!
Per la pizza del ventennale io ci sono sempre.
su o ripartiamo dai!!!!
Ehi Genie...ora perchè sei tornato in pompa magna con un post di dimensioni e contenuto emotivo a dir poco MASTODONTICO, non permettere al tuo ego di tirar su subito la cresta con battutine sarecastiche OK?Ovvia...
...Scherzo!Aspettati un'accoglienza da figliol prodigo.Appena ti rivedo ti salto addosso...
Nich, complimenti.Ad un post così si commenta con poche parole.
Dunque proverò:
ho gioa, euforia e orgoglio che colmano per intero tutto il mio essere.Ma soprattutto ho la consapevolezza (rinnovata) di avere un dono grande e rarissimo: amici veri.
Grazie a tutti
Cheers
p.s. BISOGNA FESTEGGIARE COME SI DEVE
eh si. qui ci vuole subito una gran cena now!
aleeeeeeeee
la tua mail mi è arrivata e come... e mi ha fatto pure commuvoere :')
Una delle email più belle ke qualcuno mi abbia mai scritto :)
Ti rispondo presto, scusa il ritardo ma sono stati giorni strani, ti rispondo stasera o domani.
Ciao raga, e qnd vi ritrovate alla cena, mettetevi d'accordo per bring your arses over here! :D
La mia hostmom cmq nn ha detto fucking dinner ahah! XD XD
Bacioni!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
p.s. a proposito ALE, mi devi mandare le canzoni dei maine road,
1) mi fa piacere sentirle e averle, specie la nuova di cui mi hai parlato
2) potebbero essermi d'aiuto per la mia scalata verso il frontman
Ci stai? :D dai dai mandamele. cmq ti scrivo la mail, un bacio
Hey!..per la cena pensavo, visto che con la pizza si casca sempre in piedi, di andare in un posto dove la fanno DOC: Pizzeria S. Lucia a Firenze. Se vi piace la pizza alla napoletana è il posto giusto (ammesso di trovare posto, anche se durante la settimana non ci dovrebbero esser problemi). Per il dopocena si potrebbe rimanere su Firenze....Milla, ci starebbe bene una capatina in quel pub in zona S.Niccolò che mi dicevi...
Se avete in mente altre proposte ben venga...però proponete!!!
Cheers
ragaaaaaaaa
sono reduce da un concerto in casa (cioe' a Leeds) dei Kaiser Chiefs!! Roba da lasciarci dei lembi di pelle, ma ne e' valsa la pena!! Sono fantastici, spettacolari, non li avevo mai visti da cosi' vicino... Pensare che sono stati una delle cose a "spingermi" a venire qua nello Yorkshire... :)
Che sia bene o male, e' il mio destino :)
Mi mancate tantissimo... quando torno per le vacanze di Natale mi aspetto un cenino coi fiocchi :D :D :D
Sempre che non vogliate venire prima a trovarmi voi.. ehm... e' sottinteso e ormai aspetto solo vostre news ;D ;D se avete bisogno di un aiuto per organizzare fatemi sapere e vi aiutero'!!!
NON VEDO L ORA DI RIVEDERLI A MANCHESTER LUNEDI!!! Evviva!!!! SAperiamo magari di non riprendere altre due pedate in pieno viso, di cui una del cantante :S
Cheers mates
...Cavoli..addirittura calci nel viso dal cantante..groupie fino all'osso!
Le groupies non prendono proprio i CALCI dai cantanti.. LOLZ ;D
Qualke pesce ogni tanto.. ai tempi dei Led Zeppelin... (bleah)
cmq ok, parlando di cantanti... incrociate le dita.. io non parlo per scaramanzia.. ma voi pensatemi... ok??? :) :)
Come va bellissimi?
Un bacio
Ma come? Le groupies non prendevano un pò di tutto dai cantanti?..dai Chiara, scherzo, ovviamente non è il tuo caso...
Allora Gente!Buongiorno...
Ho sentito Nich e Manno per la cena..si opterebbe per la settimana prossima.Io preferisco i giorni pari...
Manno mi ha già dato l'ok per martedì, il boga non mi risponde (come al solito) e oggi lo dico al menca...su, dai che ce la facciamo!!!!
Cheers!
buongiorno bimbi!!
Ieri sera ho trovato Nich su msn che m ha accennato di qualke bella notizia :D riguardante VOI e ME!! ;) Aggiornatemi appena decidete qualcosa e cmq se avete bisogno di aiuto... eccomi qua!
Anke io ho una dolce novità per voi; niente concernente la mia virtù ke è sempre lì intatta, ma ieri sera sono uscita col frontman di cui vi parlo da mesi :))))
Niente di concluso a livello fisico ma mi ha fatto piacere passarci una serata, abbiamo fatto due chiacchiere e fatto qualke bevuta in tre pubs ganzi in città e visto una band too. Non so lui cosa pensa ma ora sono tranquilla, ieri sera quando sono tornata a casa piangevo e non so perchè è che a stare qui ogni tanto prendono sti momenti perchè non capisci di chi ti puoi fidare e di chi no.. ma stamani tutto ok... ho passato una buona serata, "See you soon" e ora vedremo se ci vediamo presto davvero o no....
Life is too short to waste time crying isn't it?
A presto baci.. il mio cuore rock n roll si gonfia di amore per i miei amori ritroviani :D :D
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